Contratto di lavoro: tutto ciò che c’è da sapere

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Contratto di lavoro: tutto ciò che c’è da sapere

Ogni tipo di rapporto lavorativo è regolato da un contratto di lavoro. Il datore di lavoro ed il dipendente sottoscrivono questo documento per accordarsi sulle condizioni del lavoro e su diritti e doveri di ciascuno, nel rispetto della normativa vigente in Italia.

Leggere con attenzione questo documento prima di firmarlo è di vitale importanza. Il futuro dipendente dovrà controllare che quanto riportato nel contratto sia effettivamente quanto si è disposti a fare e che le condizioni di lavoro siano quelle desiderate.

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Elementi di un contratto di lavoro

All’interno di ciascun contratto – indipendentemente dal settore lavorativo – devono essere presenti alcuni elementi fondamentali. Il dipendente potrà fare riferimento al contratto stesso per capire come comportarsi in svariate situazioni

Il documento sottoscritto sarà anche quello a cui rivolgersi per comprendere i diritti che si hanno in ambito lavorativo. Essere informati aiuta a non far calpestare i propri diritti e rende complessivamente migliore la vita lavorativa.

Gli elementi che saranno descritti di seguito fanno riferimento al contratto di lavoro in italiano. Alcuni di questi elementi sono presenti anche nei contratti di lavoro in inglese, che dovranno sottoscrivere coloro che opteranno per il lavoro per italiani all’estero. Le normative in ambito lavorativo variano comunque da paese a paese, dunque per l’estero bisogna fare riferimento a quelle del paese in cui ci si trasferirà.

Permessi, aspettative ed assenze

Nei contratti di lavoro sono ben indicate le situazioni nelle quali è concesso chiedere di assentarsi e di non prestare servizio. Di seguito sono indicate e descritte quelle principali.

In caso di infermità grave o in caso di morte di un parente (fino al secondo grado) o del coniuge, i lavoratori hanno il diritto ad un permesso di tre giorni. Questo permesso è pienamente retribuito.

I lavoratori possono chiedere un permesso retribuito anche per il matrimonio – in questo caso è di 15 giorni – oppure nel giorno in cui è in programma un esame scolastico. Per quanto riguarda gli esami scolastici, ai dipendenti viene data la possibilità di chiedere fino a cinque giorni ogni anno per studiare per gli esami.

Coloro che donano il sangue o che fanno delle donazioni di midollo possono chiedere un permesso retribuito. Nel primo caso sarà solo di un giorno, mentre per la donazione del midollo si avrà piena retribuzione per tutti i giorni necessari.

I lavoratori con grave handicap possono ottenere 3 giorni al mese di permesso retribuito ed inoltre anche 2 ore al giorno. Il permesso retribuito è garantito – fino ad un massimo di tre giorni – anche a chi si occupa di parenti con gravi handicap.

Estinzione del rapporto lavorativo

Un altro elemento fondamentale dei contratti di lavoro è quello relativo all’estinzione del rapporto tra datore e prestatore.

Il rapporto può giungere fisiologicamente a termine nel caso in cui il contratto sia a tempo determinato. Alla scadenza del contratto terminerà anche il rapporto lavorativo, a meno che il contratto non venga prolungato.

Il rapporto può terminare anche quando al dipendente viene comunicato un licenziamento per giusta causa. Il datore di lavoro deve dimostrare, ad esempio, che il dipendente non ha rispettato il compito assegnato e che si è reso protagonista di inadempienze gravi. Al prestatore viene data la possibilità di impugnare la decisione, facendo una richiesta scritta entro 60 giorni.

Un’alternativa al licenziamento è il recesso per giusta causa. Mentre nel licenziamento è il solo datore di lavoro a prendere la decisione, nel recesso la decisione viene accettata anche dal lavoratore. Le due parti si mettono quindi d’accordo in merito all’estinzione del rapporto.

Il rapporto di lavoro infine può giungere a termine a seguito delle dimissioni del lavoratore. Il prestatore ha la possibilità di presentare le dimissioni, ma per farlo legalmente deve rispettare quanto indicato nel contratto. In questo documento saranno infatti indicate le tempistiche da rispettare ed anche la penale che dovrà essere pagata in caso di errore.

Orari di lavoro e retribuzione

Stando a quanto descritto dalla normativa italiana, le ore di lavoro settimanali dovrebbero essere quaranta. In realtà datore e prestatore possono prendere accordi diversi e le ore settimanali possono variare tra 38 e 45.

E’ prevista la possibilità di fare ore di straordinario, a patto però che la somma totale delle ore della settimana non sia maggiore di 48. E’ stabilito inoltre il diritto per il lavoratore di avere ogni ventiquattro ore undici ore di riposo.

Il calcolo della retribuzione è piuttosto complesso perché sono numerosi gli elementi che vanno a comporre lo stipendio finale. Al lavoratore spettano innanzitutto i compensi fissi relativi al settore nel quale è impiegato. A questi compensi si aggiungono quelli previsti dagli accordi con il datore di lavoro.

Premi, mensilità supplementari e indennizzi

Nei contratti di lavoro possono essere previste le cosiddette mensilità supplementari. Con questa espressione si fa riferimento alla tredicesima ed alla quattordicesima. I lavoratori ricevono la tredicesima a dicembre e la quattordicesima a luglio: nel primo caso si prende come riferimento l’anno di competenza, nel secondo caso si usa come riferimento la retribuzione che il lavoratore ha avuto l’anno precedente.

Nel contratto che il datore di lavoro ed il lavoratore sottoscrivono possono essere indicati anche degli indennizzi e dei premi. I premi corrisposti ai lavoratori sono solitamente conseguenti al raggiungimento di specifici obiettivi aziendali.

Ferie e giorni festivi

Per i lavoratori sono previste delle ferie, che devono essere di almeno 4 settimane nell’arco dell’anno. Il prestatore non ha l’obbligo di utilizzarle tutte nel corso di dodici mesi, ma dovrà utilizzare per forza due settimane. Gli eventuali giorni di ferie rimanenti potranno essere utilizzati in seguito e dovranno essere consumati entro diciotto mesi dal termine dell’anno a cui fanno riferimento.

E’ previsto per i lavoratori un riposo di almeno 24 ore dopo che sono stati svolti sette giorni di lavoro. Sono inoltre stabiliti alcuni giorni festivi, nei quali ai lavoratori può essere chiesto di prestare servizio con una retribuzione aumentata.

Assistenza integrativa

Tutti i quadri hanno diritto all’assistenza integrativa del SSN, inoltre può essere prevista per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato l’accesso al Fondo di Assistenza Integrativa aziendale. E’ importante informarsi in merito e capire cosa stabilisce il contratto.

Paternità e maternità

La donna lavoratrice in gravidanza può chiedere la maternità ed assentarsi dal lavoro a partire da due mesi prima del parto (data presunta). L’assenza potrà essere prolungata fino a tre mesi dopo il parto. Durante questo periodo di assenza dal lavoro, alla donna spetta l’80% della retribuzione.

Il padre può chiedere il congedo di paternità ed ottenere lo stesso trattamento della donna qualora la madre non potesse fruirne. Ci sono poi i permessi di paternità, ambito che sta andando incontro a modifiche negli ultimi mesi con delle riforme a favore dei neogenitori.

Malattie e infortuni

Tutti i dipendenti sono assicurati all’Inail e coperti in caso di malattie professionali e di eventuali infortuni sul lavoro. L’assicurazione dei dipendenti è uno degli obblighi che spettano ai datori di lavoro. Al datore spetta inoltre il dover di fare il possibile affinché non si verifichino situazioni spiacevoli, ad esempio utilizzando i dispositivi di protezione individuale.

Nel caso in cui il lavoratore dovesse andare incontro ad un infortunio sul lavoro, egli avrebbe il diritto di mantenere il suo posto. Inoltre al dipendente dovrebbe essere corrisposta la corretta somma di denaro, versata in parte dal datore di lavoro e in parte dall’assicurazione.

E’ dovere del lavoratore invece rispettare le norme di sicurezza. Così come il datore deve fare di tutto per proteggere i lavoratori, i dipendenti devono fare di tutto per proteggere loro stessi.

Il lavoratore può anche essere affetto da una malattia non professionale, che gli impedisca di recarsi a lavoro e di svolgere le sue prestazioni. In questo caso il lavoratore può assentarsi per malattia, inviando al datore di lavoro il certificato medico entro due giorni dalla data della certificazione. Il dipendente ha il dovere di restare a casa in orari prefissati, così da rendere possibili i controlli da parte del medico del lavoro.

TFR: Trattamento di Fine Rapporto

La legge stabilisce che il datore di lavoro debba mettere da parte del denaro per ogni anno di servizio di ciascun dipendente. Al termine del contratto di lavoro il dipendente riceverà il cosiddetto Trattamento di Fine Rapporto. Il metodo per il calcolo è molto preciso ed anch’esso è stabilito dalla legge.

Trasferte e trasferimenti

Al dipendente potrebbe essere chiesto di fare delle trasferte per motivi di lavoro. Durante le trasferte il lavoratore deve ricevere un pagamento giornaliero che corrisponda almeno al doppio di quanto guadagna solitamente. E’ previsto anche il rimborso di tutte le spese che il dipendente ha sostenuto, a patto che vengano documentate.

I dipendenti potrebbero dover essere trasferiti in una sede diversa della stessa azienda. Questa necessità deve essere comunicata almeno con 45 giorni di anticipo e deve avere dei motivi validi. Il lavoratore ha diritto a dei rimborsi per le spese che dovrà sostenere per il trasferimento.

Tipologie di contratto: determinato o indeterminato?

Due tipologie di contratto meritano di essere descritte in dettaglio, perché sono quelle più diffuse. Stiamo parlando del contratto a tempo determinato e del contratto a tempo indeterminato. La maggior parte dei lavoratori ha un contratto che rientra in una di queste due tipologie.

Contratti di lavoro a tempo determinato

I contratti di lavoro a tempo determinato sono molto diffusi in Italia. Con questo contratto il datore di lavoro ed il prestatore si impegnano ad avere una relazione professionale per un massimo di 12 mesi. Il contratto a tempo determinato può essere sottoscritto per qualunque tipologia di lavoro, non ci sono categorie escluse.

Sebbene la durata massima sia di un anno, ci sono delle condizioni particolari che consentono di sottoscrivere un contratto determinato di 24 mesi. Al lavoratore può essere chiesto di lavorare a tempo determinato fino a due anni nel caso in cui l’attività ordinaria sia aumentata o nel caso in cui ci siano necessità di servizio, ad esempio per l’assenza prolungata di un altro elemento dell’organico.

Nel caso in cui il lavoratore avesse invece un contratto a tempo determinato di durata superiore a dodici mesi al di fuori delle condizioni sopraindicate, il contratto diventerebbe in automatico a tempo indeterminato al superamento dell’anno di servizio.

Anche i dirigenti possono essere assunti con un contratto a tempo determinato. La normativa prevede che il contratto non possa avere una validità maggiore di cinque anni.

Il contratto a tempo determinato può essere eventualmente stipulato più volte. In questo modo il datore di lavoro può rinnovare il tempo determinato al suo dipendente, rispettando la normativa vigente e le tempistiche massime. Superato il termine massimo, il contratto diventa automaticamente a tempo indeterminato.

La proroga è ammessa nell’arco dei dodici mesi di validità del contratto anche senza motivo, mentre per il rinnovo bisogna rispettare le condizioni descritte in precedenza. La proroga può essere proposta al massimo quattro volte, ovviamente a patto che il lavoratore sia d’accordo nel proseguire la relazione professionale. Dalla quinta proroga il contratto diventa in automatico a tempo indeterminato.

Esistono comunque delle condizioni particolari in cui la normativa diventa meno rigida. Un esempio sono le startup innovative, che godono di alcuni benefici. Va sottolineato infine che all’interno dell’azienda al massimo il 20% degli impiegati può avere contratto a tempo determinato.

Contratti di lavoro a tempo indeterminato

L’altra grande categoria è quella dei contratti di lavoro a tempo indeterminato. Non sono previsti in questo caso dei vincoli di durata e la maggior parte dei lavoratori sono assunti con questa forma di contratto. Ogni azienda deve offrire il contratto indeterminato almeno all’80% dei suoi dipendenti.

Datore e prestatore devono stipulare il contratto dopo aver raggiunto l’accordo su tutti i suoi aspetti. Il contratto deve necessariamente essere in forma scritta ed al suo interno devono essere necessariamente presenti tutti gli elementi descritti in precedenza.

Chi viene assunto a tempo indeterminato potrebbe dover fare un periodo di prova presso l’azienda. Il periodo di prova – può avere una durata massima di sei mesi – torna utile sia al datore di lavoro che al prestatore. In questi mesi entrambe le parti possono capire se il rapporto lavorativo possa essere o meno proficuo. Va sottolineato che al lavoratore spetta la retribuzione normale anche nei mesi di prova e che non è legale corrispondere al dipendente uno stipendio minore.

Non essendo previsto un termine per questo contratto, la cessazione del rapporto di lavoro può dipendere dal licenziamento per giusta causa, dal recesso per giusta causa o dalle dimissioni del lavoratore. Si invita a fare riferimento agli elementi del contratto descritti in precedenza e a quanto riportato nel proprio contratto di lavoro.

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Contratti di lavoro 2020

In ambito lavorativo le novità sono all’ordine del giorno, per questo è necessario approfondire riguardo i contratti di lavoro 2020. Il Decreto Dignità ed il Jobs Act hanno portato ad alcune modifiche, che non possono essere trascurate da chi sta per entrare nell’universo lavorativo o sta per cambiare azienda.

Innanzitutto, nel 2015 il Jobs Act ha introdotto il contratto indeterminato con tutele crescenti, che resterà in vigore anche nei contratti di lavoro 2020. Questo contratto offre una garanzia maggiore ai dipendenti a tempo indeterminato che vengono licenziati senza giusta causa. Accertata l’illegittimità del licenziamento, l’azienda dovrà corrispondere a questi dipendenti un risarcimento. L’entità del risarcimento è variabile ed è stabilita sulla base dell’anzianità del lavoratore licenziato.

Un’altra tipologia di contratto particolare presente è il cosiddetto contratto a chiamata. Questo può essere utilizzato quando si ha bisogno di una prestazione singola e non di un rapporto professionale duraturo. Ci sono dei requisiti specifici da rispettare per il contratto di lavoro intermittente.

Tra i contratti di lavoro 2020 non mancano ovviamente quelli a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda quelli a tempo indeterminato, le caratteristiche sono essenzialmente le stesse di quelle che abbiamo descritto. La Legge di Stabilità 2020 ha però confermato gli incentivi per le aziende che decidono di assumere a tempo indeterminato. Nello specifico, le aziende avranno uno sconto del 50% sulla contribuzione per i primi 36 mesi.

Restano in vigore anche i contratti a tempo determinato e la novità introdotta qualche anno fa con il Jobs Act: il datore di lavoro non deve spiegare il perché si è scelta questa forma di rapporto lavorativo. Le caratteristiche sono quelle descritte prima per il contratto a tempo determinato.

Riccardo Spinelli

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