Vivere all’estero: dove cercare nuove opportunità?

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Vivere all’estero: dove cercare nuove opportunità?

Sono sempre di più gli italiani che decidono di andare a vivere all’estero. A dimostrarlo sono i numeri, che vedono una crescita netta dei nostri connazionali fuori dai confini del nostro paese.

Se nel 2006 la Farnesina contava 3.1 milioni di italiani residenti in altri paesi, i dati del 2018 parlano di 5.1 milioni di italiani, che hanno deciso di lasciare il loro paese di origine e di andare a cercare altrove nuove opportunità.

Gli esperti prevedono che l’esodo sia destinato a proseguire, soprattutto per quei giovani che desiderano trasferirsi all’estero per lavoro, per trovare impiego nel settore di loro interesse e per fare nuove esperienze che possano cambiare la loro vita.

Chi si trasferisce all’estero: statistiche degli italiani che sono partiti

Oltre a parlare del numero complessivo di italiani ormai residenti in altri paesi, è interessante anche scoprire altre informazioni riguardo coloro che hanno scelto di andare a vivere all’estero.

Il 56% degli italiani all’estero rientra nella fascia di età 18-44 anni ed il 19% ha invece meno di diciotto anni. Questo secondo dato indica che non sono solo i giovani a trasferirsi per trovare lavoro, ma anche intere famiglie.

Un altro dato interessante è il livello di istruzione. Se si confrontano i dati degli ultimi anni con quelli di qualche decennio fa, si nota come il livello di istruzione degli espatriati sia in crescente aumento. Basti pensare che il 30% di coloro che emigrano parte con in tasca una laurea.

Profili professionali altamente competenti lasciano l’Italia per emigrare all’estero per lavoro e per trovare delle posizioni lavorative di maggior prestigio e retribuzione. Una grande opportunità per chi decide di partire e di espandere i propri confini, una sconfitta per l’Italia che non è riuscita ad offrire delle condizioni lavorative appropriate.

Anche nel nostro paese ci sono delle interessanti opportunità di impiego. Abbiamo scritto un approfondimento sui lavori più richiesti del momento, per descrivere quali sono le posizioni lavorative più richieste in Italia in questo periodo e quali saranno le professioni del futuro.

Andare a vivere all’estero: perché farlo?

Tante persone pensano almeno una volta nella vita come cambierebbe il loro futuro se decidessero di andare a vivere all’estero. Non tutte decidono poi effettivamente di partire, ma chi sceglie di farlo prende questa decisione perché vuole sfruttare i vantaggi di trasferirsi all’estero.

Trasferirsi dà la possibilità di ripartire da zero e di cambiare radicalmente la propria vita. Non bisogna per forza stravolgere tutto, ci si può anche trasferire per continuare a lavorare nello stesso settore, solo in una posizione professionale migliore, ma se si ha voglia di cambiare del tutto emigrare offre la possibilità di farlo.

Per i giovani il trasferimento può essere l’occasione giusta per diventare indipendenti e per fare della propria vita quello che si vuole. Il trasferimento non deve essere visto come un atto di ribellione verso il mondo, ma come un’opportunità che il mondo ci dà di valorizzare la nostra vita e di cogliere le occasioni che ci possano far crescere, sia dal punto di vista personale, sia dal punto di vista professionale.

Trasferirsi in un altro paese consente anche di fare tante esperienze e costringe ad aprire la propria mente. Non si può continuare a ragionare con la mentalità tipica della provincia italiana, bisogna essere pronti ad accogliere nuove culture e modi di fare e ad approcciare la vita in maniera differente.

Andare a vivere all’estero può anche essere l’occasione per sfruttare costi della vita più bassi rispetto a quelli dell’Italia. Molti paesi in Europa offrono un costo medio della vita inferiore, con una qualità di vita paragonabile o addirittura superiore a molte città del nostro paese.

Paesi dove andare a vivere

Se si è capito che si vuole vivere all’estero, bisogna scegliere dove trasferirsi. È utile allora avere un’idea di dove trasferirsi all’estero, tenendo anche conto di quali sono state le scelte fatte dai nostri connazionali che hanno deciso di salutare l’Italia e di cercare fortuna altrove.

Dal momento che sia i paesi europei che i paesi non facenti parte dell’UE sono in grado di esercitare una forte attrattiva, è conveniente fare fin da subito una distinzione.

Dove emigrare in Europa

Iniziamo con la descrizione delle principali mete per chi vuole trasferirsi restando in Europa. Scegliere un paese europeo rende il trasferimento più semplice, sia che ci si sposti per lavoro, sia che ci si trasferisca con la famiglia.

Germania

Una delle mete più ambite da chi sceglie di emigrare in Europa è la Germania, i dati del 2018 parlando di 20mila italiani giunti in questo paese ad inizio anno. La Germania ha una solida economia, numerose opportunità di impiego e degli stipendi mediamente più alti rispetto a quelli italiani, anche se va preso in considerazione anche il costo della vita per calcolare il potere di acquisto.

Francia

Un altro paese dell’UE molto gettonato è la Francia. I dati del 2018 la collocano al terzo posto con 12.870 italiani, a dimostrazione dell’attrattiva che è in grado di esercitare sui nostri connazionali. Anche in questo caso le opportunità di impiego sono svariate, basta verificare che il proprio profilo professionale sia ricercato prima di mettersi in viaggio e di trasferirsi in Francia.

Paesi Bassi

Tanti italiani decidono di trasferirsi nei Paesi Bassi. Trattandosi di territorio europeo, non è richiesto il visto e questo rende tutto più semplice. Saper parlare l’olandese sarà sicuramente d’aiuto per integrarsi più velocemente, ma all’inizio basterà saper parlare l’inglese, che tra l’altro è la lingua richiesta per lavorare. Chi si trasferisce nei paesi bassi potrà anche sfruttare i benefici per gli stranieri.

Svezia

La Svezia è invece una meta perfetta per le famiglie. Questo paese offre infatti numerosi servizi per l’infanzia ed ha un ottimo sistema sanitario, con cure di alta qualità e con diverse prestazioni gratuite. Le opportunità di impiego non mancano, bisogna però tenere in conto il costo della vita elevato.

Paesi non europei in cui trasferirsi

Se nessun paese europeo sembra fare al caso proprio, si può optare per uno dei paesi non europei in cui vivere all’estero. Di seguito sono descritti quelli che negli ultimi anni hanno riscosso più successo tra gli italiani.

Regno Unito

Il primo paese da segnalare è il Regno Unito. La classificazione tra i paesi non europei è recente ed è dovuta alla Brexit: l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea ha portato in realtà ad un calo degli italiani residenti in UK, sebbene i dati del 2018 confermino il secondo posto (18.517 italiani ad inizio anno).

Svizzera

Per chi non vuole allontanarsi eccessivamente dall’Italia, una meta interessante è la Svizzera. Il paese è interessante dal punto di vista professionale, perché prevede per i suoi lavoratori degli stipendi alti.

Il problema è che anche il costo della vita è elevato, ecco perché trasferirsi in Svizzera potrebbe non comportare alcun miglioramento dal punto di vista delle finanze personali, a meno che non si decida di vivere al confine e di fare i frontalieri, lavorando in Svizzera e vivendo in Italia.

Cina

Che l’economia cinese sia una di quelle in più rapida crescita è ormai chiaro a tutti. Gli italiani che si trasferiscono in Cina lo fanno sia perché possono trovare facilmente lavoro, sia perché nel paese è possibile vivere con poco, il costo della vita è nettamente inferiore rispetto a quello dell’Italia.

Il cinese è considerato inoltre una lingua sempre più importante in ambito lavorativo, quindi trasferirsi in Cina potrebbe essere anche un investimento per la futura crescita professionale.

Trasferirsi all’estero per lavoro: ecco come fare

Chi vuole trasferirsi all’estero per lavoro dovrebbe innanzitutto capire com’è la situazione riguardo il lavoro per italiani all’estero. Sono tante le opportunità di impiego che si possono trovare fuori dai confini nazionali, sia per chi vuole restare in Europa, sia per chi vuole spingersi ancora più lontano.

I paesi principali in cui poter emigrare per iniziare una nuova esperienza lavorativa sono essenzialmente quelli che sono stati descritti in precedenza. La lista non può mai ritenersi completa, perché in realtà ciascun paese estero può rivelarsi la scelta migliore se viene offerta la possibilità di lavorare: i paesi elencati sono quelli in cui è più semplice trovare lavoro e far procedere la propria carriera.

Ci sono alcuni consigli da seguire prima di fare le valigie e di trasferirsi. Già il trasferimento in un’altra città italiana può comportare talvolta delle difficoltà, scegliendo di andare all’estero la situazione sarà ovviamente più complessa. Ciò comunque non deve spaventare: sono tanti gli italiani che hanno fatto questo grande passo e la maggior parte di loro è soddisfatta di aver preso questa decisione.

  1. Capire dove andare

L’estero offre tante opportunità di impiego, ma bisogna essere in grado di sfruttarle al meglio. Spesso non è semplice capire quale possa essere il paese migliore per il proprio profilo professionale, ecco perché potrebbe tornare utile affidarsi a degli esperti.

Con il Global Orientation Test sarà possibile chiedere l’analisi del profilo professionale, allo scopo di individuare i paesi migliori in cui trasferirsi per valorizzare le proprie caratteristiche e per ottenere dei risultati interessanti dal punto di vista lavorativo.

Non tutti i paesi sono alla ricerca degli stessi professionisti e dunque scegliere una meta solo sulla base delle proprie preferenze potrebbe rivelarsi una strategia sbagliata in termini di successo lavorativo. E’ meglio fare un’analisi approfondita e capire quali sono i paesi che hanno bisogno delle proprie competenze nello specifico.

  1. Informarsi prima di partire

Individuato il paese in cui trasferirsi ed in cui dare avvio alla propria nuova carriera professionale, prima di andare a vivere all’estero è consigliabile informarsi sul paese. Ogni paese ha la sua cultura e i suoi modi di fare, è importante conoscere le abitudini e le passioni della popolazione locale per integrarsi più velocemente e per diventare un vero cittadino del nuovo paese ospitante.

A questo proposito, potrebbe tornare utile iscriversi a dei corsi locali e prendere parte alle attività del luogo per conoscere la gente del posto e per iniziare a stringere delle relazioni. La lontananza dai propri cari può portare ad un calo dell’umore ed il modo migliore per evitare questa situazione è iniziare fin da subito ad integrarsi nel nuovo paese.

  1. Inglese e lingua locale

Conoscere la lingua locale aiuta ad integrarsi, ma non è comunque indispensabile prima di partire. Ci si può trasferire anche solo conoscendo l’inglese, così da poter comunicare con la gente del luogo ed in ambito professionale, per poi imparare nel corso dei mesi l’idioma locale.

Saper parlare bene l’inglese è necessario anche per sostenere i colloqui e dunque per ricevere degli incarichi lavorativi in aziende che operano in ambito internazionale. Per questo è utile imparare come affrontare un colloquio in inglese efficacemente.

  1. Avere del denaro da parte

Non bisogna per forza avere da parte dei grandi capitali, ma sapere di poter contare anche su una piccola cifra può dare sicurezza e rendere più semplice il trasferimento. Nei primi mesi all’estero ci potrebbero essere delle spese impreviste e con del denaro da parte si sarebbe pronti a sostenerle.

  1. Continuare ad imparare

Chi sceglie di andare all’estero ha intenzione di migliorare la sua vita e per farlo deve comprendere che il percorso di apprendimento non deve mai interrompersi. Nessuno si può considerare arrivato, ci sono sempre nuove conoscenze, abilità e competenze che si possono apprendere.

Questo vale a maggior ragione in ambito professionale, dove l’acquisizione di nuove competenze contribuisce al raggiungimento di posizioni lavorative più ambite. Con il WOW – servizio di webinar proposto da Wexplore – si avrà la possibilità di apprendere dai migliori professionisti del settore, da imprenditori e da top manager.

  1. Trovare l’alloggio prima di partire

Un altro consiglio da seguire per un trasferimento senza difficoltà è trovare l’alloggio prima di partire. Per rendere la propria esperienza fuori dai confini nazionali piacevole, bisogna anche avere una casa in cui vivere all’estero che sia comoda.

È utile, ad esempio, cercare un alloggio vicino al luogo di lavoro, anche se non sempre si riesce a farlo. Talvolta sono i costi degli affitti a rendere difficile la ricerca dell’appartamento, soprattutto per chi andrà a lavorare nelle zone centrali delle grandi metropoli.

 

Riccardo Spinelli

Dream Big, Do Bigger

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